Prima giornata mondiale contro la tratta di esseri umani

Pubblicato da Alessandro Metello il giorno 07/02/15 alle ore 23:33:03

Domenica 8 Febbraio, sarà la prima "Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani". Per l'occasione, la Caritas di Padova in collaborazione con la Cappella San Giuseppe Lavoratore della ZIP organizza una Veglia di preghiera contro la tratta degli esseri umani, nella serata di Martedì 10 Febbraio 2015.

Per avere ulteriori informazioni in merito all'evento, scarica la locandina:

Veglia di preghiera - Giornata Mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di Esseri Umani

 

La Prima Giornata di preghiera, riflessione e azione contro la tratta delle persone e contro le nuove schiavitù, voluta da papa Francesco, è stata promossa dalle Unioni internazionali femminili e maschili dei Superiori e Superiore Generali. In particolare dall’Usmi, Unione Superiore maggiori d’Italia e da Talitha Kum, la Rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone.
In questa domenica, 8 febbraio, in tutte le parrocchie sono previste preghiere specifiche e sarà chiesta l’intercessione di Santa Bakhita.
E’ una Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale. E’ stata investita per la prima volta come la “domenica al femminile”, in cui a livello mondiale si lotta contro la tratta delle donne, lo sfruttamento, il maltrattamento su di esse. E’ un momento in cui tutta l’umanità deve chiedere perdono per tutte quelle donne vittime di abusi sessuali, rese “merce” di piacere, di dissolutezza. Ed è chiamata a farlo, mettendo fine con maggior consapevolezza e decisione a questa oppressione.
Il grido delle donne violate nella loro innocenza è, assieme a quello dei bambini, quello più atroce che si eleva dalla polvere di esistenze, di dignità schiacciate sotto il peso della brutalità.
La data dell’8 febbraio è stata scelta perché è la festa di santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese liberata e divenuta religiosa canossiana, canonizzata nel 2000 da Giovanni Paolo II. Era una bellissima ragazza, sudanese, nata nella tribolata regione del Darfur. Rapita da trafficanti di schiavi, venne venduta a feroci padroni, fin dall’età di nove anni, per essere poi rivenduta ad altri padroni, in una serie impressionante di sevizie e maltrattamenti. Finalmente, per vie misteriose, fu condotta a Venezia e qui, in aiuto ad una famiglia veneta, paterna ed amabile, ebbe la grazia di conoscere la fede cristiana e di seguire anche la vocazione religiosa, facendosi religiosa nella congregazione delle Suore canossiane. Divenuta così, proprio tramite tutte dolorose vicende, finalmente “libera figlia di Dio”, non solo non conservò rancore nel suo cuore di donna violata, ma desiderò porsi al servizio dei piccoli e delle altre ragazze segnate in vario modo dalla stessa tragica violenza maschile. Testimone di speranza, dentro uno dei drammi più tragici del nostro tempo, la tratta delle donne, che grida al cospetto di Dio.

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